Gazebi per tutti

Il cittadino che firma una petizione, una lettera, un referendum manifesta interesse e condivisione che per un politico locale o nazionale è ORO. Ecco perchè per ogni minima iniziativa spuntano come funghi e si popolano di volontari e appassionati.

Ci sono però errori frequenti che non andrebbero commessi:

1) Il gazebo non è il bivacco di qualche volontario di partito svogliato

2) Servono almento 3 persone: 2 per fermare i passanti e una per gestirli (spiegazioni, volantini, firme)

3) Serietà, serietà, serietà. Non c’è nulla di peggio di far la figura di quei venditori di imprecisati sollievi a comunità terapeutiche che ti assaltano con domande alquanto scorrette: Lei è contrario alle comunità per il recupero dei tossicodipendenti?…se è OVVIAMENTE favorevole…sostenga la nostra causa, per la quale almeno il 50% della donazione non vedrà mai le casse della supposta casa di assistenza.

4) Materiali dedicati e non “outlet” delle rimanenze di altre campagne

5) Presenza di un referente locale. Delegare ai soli volontari spegne l’entusiamo iniziale dell’elettorato e riduce tutto a campagne di marketing dove non ti regalano nemmeno il famoso fustino.

6) Mailing list, mailing list, mailing list. Incontrare le persone non significa solo trasmettere informazioni e raccogliere adesioni ma anche iniziare da quel momento un rapporto che sarà tenuto caldo da iniziative successive (mailing, telefonate, eventi dedicati)



Autore: Irene Bertucci
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