Fenomeno Salvini: chi è, come comunica. perché lo votano.

Il grandissimo seguito che ha sui social, la frequenza con cui posta sulle sue pagine e la quantità di
interazioni che riceve, hanno portato a pensare che l’uso massiccio ed efficace della rete fosse alla base del successo elettorale di Matteo Salvini.

Nonostante sia innegabile che la profonda padronanza di questi mezzi abbia contribuito all’ascesa di Matteo Salvini, nel libro “Fenomeno Salvini”, l’apporto dei social non viene ridimensionato ma sicuramente contestualizzato e inserito all’interno di un discorso più ampio sulla figura di Matteo Salvini.

Lorenzo Pregliasco e Giovanni Diamanti – autori del libro edito da Castelvecchi – partono da lontano, ovvero dall’analisi di come Matteo Salvini abbia cambiato la Lega, trasformandola da “sindacato del nord” a “partito nazionalista”. 

Tra i punti più interessanti su cui si soffermano i due autori, non poteva mancare l’espansione della Lega verso sud. Il segreto del successo di questa operazione sta nella gradualità con cui Matteo Salvini ha intrapreso i vari passaggi che gli hanno permesso di modificare l’identità del partito guadagnando nuovi elettori senza perdere lo zoccolo duro settentrionale.

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Matteo Salvini è stato in grado di trasformare una formazione geograficamente limitata in un partito che raccoglie consensi in tutto il Paese, diventando il punto di riferimento della destra sovranista europea. Uno degli esempi più calzanti di questa capacità di espandersi si può sicuramente trovare nelle sue posizioni sull’economia: all’introduzione di un nuovo tema più “nazionale” come l’uscita dall’euro, Matteo Salvini affianca la proposta di una Flat tax al 20%, particolarmente gradita al “nord produttivo”.

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Quanto è cambiata la Lega di Matteo Salvini?
Umberto Bossi, Matteo Salvini e Roberto Maroni

Per questo, la scomparsa della parola Nord dal logo o il cambio di colore dal verde al blu, non hanno portato
gli elettori storici della Lega ad abbandonare il nuovo partito di Matteo Salvini. Ma questa espansione non sarebbe stata possibile se Matteo Salvini non avesse iniziato a parlare di temi trasversali che riescono a toccare tutte le latitudini e tutte le classi sociali. Ma soprattutto, non sarebbe stata possibile, se i temi non li avesse comunicati in maniera chiara, adottando un framing efficace:  cioè un modo di incorniciare la realtà per raccontarla di conseguenza.

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Il framing consente di capire quali siano i temi importanti da trattare, aiuta a inquadrare un
responsabile dei problemi e a proporre una soluzione. In più, coinvolge la base, rafforzando quindi
la comunità e di conseguenza il leader. Se l’UE viene descritta come un progetto che serve solo alla
Germania e alla finanza, sarà possibile proporre che l’Italia smetta di farne parte.
Questo metodo comporta la polarizzazione perché descrive un mondo fatto di elementi in opposizione e
porta gli elettori a schierarsi o da una parte o dall’altra. E Matteo Salvini è riuscito a inserire, sia nel dibattito
pubblico che nel senso comune dei cittadini, posizioni radicali facendo proprio appello al buonsenso, alla
normalità, al suo essere padre, richiamando spesso un passato che descrive come decisamente migliore del
presente.

Uno degli aspetti più interessanti del libro riguarda sicuramente l’accurata analisi che è stata fatta dei social
di Matteo Salvini. Matteo Salvini è il politico che vanta la più ampia schiera di seguaci virtuali in Europa e le sue pagine sono in continua crescita di like e di interazioni. Questo è stato possibile perché Matteo Salvini ha
iniziato molto presto a usare i social e ne ha capito a pieno i meccanismi. Per questo posta con una
frequenza altissima contenuti diversi, basati su messaggi molto brevi, costruiti in modo da essere efficaci
anche a livello grafico con l’utilizzo delle maiuscole che evidenziano il punto centrale di ciò che sta dicendo.

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E siccome gli algoritmi dei social premiano l’interazione degli utenti, Matteo Salvini pubblica articoli, foto e video che suscitano le reazioni di chi guarda le sue pagine. In maniera strategica, alterna contenuti divisivi e
polarizzanti che trattano cronaca e politica, con foto della sua quotidianità che lo rappresentano
talmente vicino alla vita dei comuni cittadini da portarli a pensare che si tratti proprio di uno
di loro: un uomo del popolo, che col popolo condivide le esigenze, gli  interessi sportivi, i gusti culinari.           

Il segreto dell’efficacia della comunicazione di Matteo Salvini non è però da ricercare solo nella sua dimestichezza con i nuovi media, ma anche nell’integrazione della comunicazione classica con quella virtuale.

Come spiega Luca Morisi, la diretta Facebook di Matteo Salvini si svolge su internet ma poi è
ripresa da tv e giornali, innescando un dibattito per cui la potenza del messaggio viene amplificata. E questo è ancora più evidente se pensiamo alla “formula TRT” di cui si parla nel libro. TRT è un acronimo che sta per TV, Rete, Territorio fisico e che si riferisce alle dirette social di  Matteo Salvini durante le sue numerose partecipazioni a eventi pubblici e politici.  

Secondo Lorenzo Pregliasco «l’integrazione fra presenza mediatica a presenza fisica sono stati fattori decisivi per la salvinizzazione prima della Lega e poi dell’intero centrodestra».

Emanuele Riccomi, Eidos Communication 



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