Social network e comunicazione politica: esiste un rapporto tra Facebook e consenso?

Con l’avvento dei social network, le vite e le abitudini di tutti sono state rivoluzionate.

Allo stesso modo è cambiato drasticamente il modo di fare politica e comunicazione. 

Facebook, come gli altri social network, rappresenta da circa un decennio una nuova arena virtuale di confronto e di scontro tra cittadini, esponenti politici, giornalisti, che possono interagire in maniera diretta, senza l’intermediazione dei tradizionali mezzi di comunicazione di massa.

Le televisioni, i giornali e le radio tendono sempre più a riproporre e rilanciare i post, i video, le foto ed i contenuti che gli esponenti politici condividono sui social network. Questo dimostra la centralità che i nuovi strumenti d’interazione online hanno acquisito negli ambiti della comunicazione e dell’informazione politica.

La disintermediazione digitale, d’altro canto, ha contribuito a riavvicinare gli esponenti politici ai cittadini.  I primi possono comunicare direttamente con i propri elettori con un linguaggio molto più immediato, ed ai secondi possono vigilare su quanto affermano e fanno i loro rappresentanti nelle sedi politico-istituzionali e non.

Gli utenti hanno così acquisito un ruolo molto più attivo nella ricezione, rielaborazione e riproposizione delle notizie, divenendo loro stessi attori della comunicazione politica.

Il leader della Lega, Matteo Salvini, così come Beppe Grillo e Luigi Di Maio, hanno ottenuto grande visibilità attraverso la presenza ed il presidio costante dei social.

I social network vengono individuati come i principali strumenti di propaganda e come mezzi imprescindibili per rilanciare i messaggi politici, soprattutto nel clima di campagna elettorale permanente che caratterizza il panorama politico italiano da alcuni anni a questa parte.

Infatti, viviamo in un mondo sempre più connesso e interconnesso, nel quale ciò che succede nella realtà “online” sta sempre più influenzando ciò che succede e ciò di cui si parla nella realtà “offline”.

 In virtù della grande valenza che ha acquisito Facebook nella comunicazione, la domanda che ci si dovrebbe porre è: Facebook è uno strumento confermativo o creativo del consenso? Oppure entrambe le cose?

La risposta non è unica e tantomeno univoca: dipende dal contesto, dalle situazioni e dalla tipologia degli utenti che si prendono in considerazione.

Facebook è senz’altro uno strumento di consolidamento del consenso e di rafforzamento di convinzioni che gli utenti hanno già al di fuori del social network, ma può essere anche uno strumento di creazione del consenso. Pensiamo ai giovani, ai così detti “nativi-digitali”, che raramente seguono i talk show politici e ancor più raramente leggono quotidiani cartacei.

Molti di loro si informano su Internet e sui social, perciò è verosimile che possano cambiare le loro opinioni politiche interagendo con queste nuove piattaforme virtuali

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Facebook, come tutti i social network, è uno strumento importante per tutti coloro che vogliono fare politica, ma non può essere elevato a unico mezzo di comunicazione politica e di ottenimento del consenso.

Infatti, ancora oggi, la comunicazione politica si costruisce nelle piazze, nelle televisioni e sui giornali, avanzando proposte, parlando di idee e valori, cercando di fornire risposte alle esigenze primarie ed ai bisogni reali delle persone.

 

Stefano Pili, studente del Master Eidos 



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