Elezioni politiche 2018: tra alleanze e comunicazione social

Le elezioni politiche 2018 promettono di rappresentare un vero spartiacque per la politica italiana.

La parentesi chiamata Seconda Repubblica è da considerarsi archiviata e lo scenario politico torna a riempirsi dei volti che hanno attraversato almeno 20 degli ultimi anni, alla ricerca di nuova agibilità e consensi.

Le ultime elezioni in Sicilia hanno fornito, più di tutto, un messaggio chiaro: nessuno può considerarsi al sicuro. Anche i cosiddetti partiti della democrazia liquida e i volti della rottamazione hanno bisogno di trovare spazi e numeri più ampi, perché tutto sembra essere tornato agli inizi di questa legislatura ormai in chiusura.

Dove, ad esempio, il PD poteva contare su una forbice di consensi tra il 20 e il 25%, quella dell’ex Bersani. Il M5S è ancora lontano dai necessari per poter governare da solo.

Considerazioni che si fanno ancora più importanti alla luce dell’attuale legge elettorale con sistema proporzionale, il Rosatellum.

Elezioni politiche 2018: come si adegua la comunicazione?

I social, ormai, hanno consolidato la loro posizione di primario mezzo d’informazione. Tra tivvù e carta stampata, ci sono loro a veicolare le informazioni e a riscrivere le regole del gioco comunicativo. Utile ricordare sempre che, per ora, nel nostro paese l’ex tubo catodico rimane, per audience, il mezzo dal maggior impatto sull’opinione pubblica ma la reputazione e il dibattito si sono spostati sempre più sulle piattaforme digitali.

Volete intercettare i Millennials? Sicuramente serve farsi sentire sulle piazze virtuali che ovviamente non sono prolungamenti delle altre attività di comunicazione ma hanno una propria netiquette, propri linguaggi e approcci.

Il M5S, col blog istituzionale, ha anticipato quello che un po’ tutti oggi sappiamo: gran parte dei contenuti della comunicazione politica viene strutturata per i social che diventano, quindi, il luogo d’elezione in cui quei messaggi sono trasmessi agli elettori.

La peculiarità dei social, però, fa in modo che questo consumo non sia simile a quello di nessun altro mezzo d’informazione. L’impatto delle notizie e dei contenuti è tale che questi colpiscono innanzitutto e in larga parte per l’aspetto emotivo. L’approfondimento, frutto di una lettura calma e ragionata, appartiene a una fetta molto ristretta dell’audience e solo in un successivo momento.

È il fenomeno delle notizie sensazionalistiche e dei giudizi affrettati tra una mail di lavoro e un sguardo alla home di Facebook. Un gioco al massacro in cui a perdere siamo noi utenti e la credibilità dei professionisti dell’informazione.

In tutto questo, il blog di Beppe Grillo ha saputo posizionarsi con una comunicazione lineare e diretta, in cui poco altro di credibile sembrava esistere al di là del blog. Ora, non sembra più essere pienamente così. Gli attacchi hacker alla piattaforma Rousseau, ad esempio, hanno demolito quell’idea dimostrando che anche il sacro blog a 5 stelle può sbagliare ed essere vulnerabile.

Il Partito Democratico, lo sappiamo tutti, è in piena crisi di idee e interpreti. Renzi ha cercato di dare nuovo slancio a progetti comunicativi come il sito Passo dopo Passo e la pagina Facebook, In cammino. Progetti che decollano lentamente, come se la verve della rottamazione avesse perso slancio e personalità.

Alla Leopolda è partita una campagna di comunicazione contro le fake news: che segna un deciso cambio di passo, un balzo in avanti verso una campagna elettorale che sarà probabilmente all’insegna dell’innalzamento dei toni.

La carica dei piccoli partiti in un sistema proporzionale

La sfida maggiore di queste elezioni politiche 2018 sarà rappresentata dai piccoli partiti alla ricerca del superamento della soglia di sbarramento del 3%.

Cosa che, ovviamente, si riflette anche nell’impegno comunicativo. Berlusconi, che piccolo non lo è mai stato, è tornato ad agitare il campo della contesa. Per quanto riguarda la comunicazione social, dopo un primo incarico all’ex deejay e presentatore Francesco Facchinetti, il presidio del digital rimane e continua.

Insomma, mentre a Strasburgo la Corte europea dei diritti umani prende la sua decisione, noi, in Italia, ne vedremo delle belle.

Sempre sullo stesso versante di destra, troviamo Giorgia Meloni e Matteo Salvini. Quest’ultimo, in particolare, prosegue con una campagna all’insegna dei classici temi della Lega post-Bossi: no all’immigrazione, no alla legge Fornero e all’Europa attuale. In prima linea il bombardamento social a base di slogan e provocazioni.

Non si placa la polemica sul coinvolgimento dello spin doctor padano Luca Morisi e la diffusione di propaganda tramite le fake news.

Sul finire del 2014, infatti, si diffuse un certo clamore per le modalità propagandistiche utilizzate da Morisi. In quell’occasione emerse che la maggior parte della visibilità di Salvini sui social, era legata all’uso di bot (abbreviazione di robot, programmi per l’automazione di funzioni informatiche) che sfruttavano, in maniera automatica, i dati rilasciati dai sostenitori leghisti.

I recenti dossier diffusi dal NewYork Times evidenziano come ci sia un legame fra la propaganda leghista e quella pentastellata.

Tra i piccoli partiti che cercano di guadagnarsi il proprio posto al sole e il seggio in Parlamento, ci sono anche LeU (Liberi e Uguali) di . Questi partiti scontano, anche sui social, una presenza che risente di un’identità in costante divenire. Com’è noto, il problema post-moderno dell’affermazione di nuovi movimenti/partiti è proprio la difficoltà della diffusione e della conquista di notorietà di sigle o loghi sconosciuti. A questo si aggiunga poi la tradizionale avversità alla sintesi dei movimenti di sinistra che li rende spesso verbosi e incapaci di competere sul terreno dei media digitali.

Se assumere un ruolo antagonista in Parlamento o in un dibattito televisivo può consentire un immediato riconoscimento, sui social, per emergere, occorre avere una linea comunicativa che riveli una strategia definita. Le alleanze annunciate e poi smentite, i personaggi arruolati e poi venuti meno non fanno altro che riportare a galla la domanda più importante di tutte: ci sarà un reale vincitore o un governo delle “larghe intese”?

Osservando i recenti confronti, sembra che, nella prossima campagna elettorale, le proposte saranno incentrate sulla sottrazione: via il bollo auto, via le tasse universitarie, via il canone Rai sono tra le più abbordabili per poi arrivare alle proposte più ardue come l’abolizione della cosiddetta legge Fornero.

Avranno maggiori chance le promesse fuori budget o i programmi più “realistici” corredati da un classico richiamo alla serietà?

La dicotomia è fuorviante. Senza scomodare i turaggi di naso di qualche anno fa, va notato che poichè attualmente il partito di maggioranza resta l’asse astenuti-indecisi. 

Chi aumenterà significativamente i consensi quindi? Il “partito del meno peggio”. La strategia che si rivelerà vincente, in grado di portare al voto i più scettici, sarà quella in grado di ispirare pur restando ancorata alla realtà.



Autore: MisterMedia - Nicola Bonaccini
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.