Ufficio Stampa: Come Gestire Una Domanda A Bruciapelo

domanda bruciapelo

“Guardi, di preciso non so rispondere alla sua domanda ora su due piedi, ma la nuova legge dovrebbe consentire l’ampliamento delle superfici edificabili di 30-35 metri quadri, fatta esclusione per gli immobili costruiti dopo gli anni Novanta”.

Quante volte ti sarà capitato di trovarti di fronte a frasi di questo tipo! “Se le cose non le sai, salle!”, verrebbe da commentare. No?

La gestione delle domande “fuori sacco” (da parte di giornalisti, blogger o anche cittadini) costituisce sempre più un tallone di Achille per molti personaggi pubblici. Questo perché il contesto in cui ha luogo domanda (magari al cellulare, tramite profili social o a margine di un evento pubblico) rende complicata una adeguata “schermatura” da parte dell’ufficio stampa, del portavoce o anche di un assistente. Così, l’epilogo nella maggior parte dei casi è il seguente:

“Ma cosa hai risposto a fare? Non potevi prendere tempo se non avevi chiaro il quadro?”

Che poi è il nocciolo della questione:

ammettere la propria ignoranza se non si conosce la risposta ad una domanda a bruciapelo è sempre molto più vantaggioso che arrampicarsi sugli specchi per mettere assieme una strampalata dichiarazione che dice e non dice.


È un atteggiamento diverso
dal desueto e sconsigliabile “no comment” (ne abbiamo parlato qui): si tratta di prendere tempo e garantire al proprio interlocutore che cercherete l’informazione che gli interessa. In questi casi o si fa contattare la persona dal proprio staff non appena in possesso dell’informazione in questione, o ci si aggiorna a un dato giorno, a un dato orario, con la promessa di “aver fatto i compiti a casa” nel frattempo.

In tal modo, l’interlocutore non potrà che apprezzare la vostra correttezza e, soprattutto, porterà a casa – in un’ottica win-win – ciò che cercava, ovvero una risposta (che poi magari risulterà insoddisfacente, ma questo è un altro discorso…).

C’è da aggiungere che a cadere nell’errore di una risposta “cotta e mangiata” a tutti i costi, purtroppo, sono i personaggi pubblici più affabili e ben disposti verso la stampa, la Rete e la gente in generale. Rispetto ai loro colleghi “facce di bronzo”, rischiano così di compromettere la loro buona immagine di sé per voler fare troppo, per non fare “scena muta”, manco fossero tornati sui banchi di scuola. E magari, pur essendo padroni del mezzo, si finisce per dire sempre qualcosa di troppo, con il rischio di vedersi poi strumentalizzato.

Ricordate la celebre massima attribuita a Oscar Wilde?

“A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio”.


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Autore: Silvestro Giannantonio
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