Discorso di fine anno 2017 del Presidente della Repubblica. Tutta colpa dei Ghostwriter

La stragrande maggioranza dei leader attuali ha affidato l’espressività degli auguri di fine anno ai teleprompter, ovvero ai gobbi elettronici.

C’è da dire che nell’era della cosiddetta post-verità, dove gli specialisti del fraintendimento sono sempre pronti a diffondere panzane, i discorsi istituzionali hanno bisogno di equilibrio ed è quindi opportuno che i ghostwriter dei potenti si armino di equidistanza e calibrino ogni parola.

Tuttavia, dagli auguri di Natale della regina Elisabetta, fino al discorso di fine anno del presidente Mattarella, l’intonazione ha letteralmente ostacolato ogni slancio carismatico.

Anche nel 1978 Pertini parlava dell’importanza del lavoro, dei giovani e del futuro ma con una sostanziale differenza: la percezione di empatia.

Tutta questione di metodo

Non possiamo però dire che Sua Maestà britannica o il nostro Capo dello Stato siano algidi e disinteressati nei confronti del proprio popolo. Il problema è nel metodo.

Lo immaginate Martin Luther King posizionarsi con gli occhi fissi su un monitor a leggere in modo monocorde il celebre discorso “I have a dream”?

Ogni volta in cui parliamo a qualcuno, anche quando siamo davanti a una telecamera, dovremmo tener presenti, semplificando, i due piani fondamentali delle relazioni:

  1. Il contenuto, riguarda ciò che diciamo,
  2. Il contenitore, proprio quel “come” che ne condiziona ciò che viene percepito.

Se non c’è coerenza di significati fra ciò che diciamo e come lo diciamo, l’effetto sarà di pura circostanza.

Quando Mattarella inizia dicendo: “Care concittadine e cari concittadini, un saluto cordiale e un grande augurio … a tutti coloro che sono in Italia e agli italiani che si trovano all’estero”, facendo una lunga pausa fra “grande augurio” e “a tutti coloro”, è facile capire che il gobbo sia sincronizzato su una punteggiatura errata. L’effetto è proprio quello descritto.

La cadenza monoritmica delle frasi ha poi chiuso il cerchio.

Il problema resta il metodo. I discorsi non devono essere calibrati solamente dal punto di vista delle parole ma anche della resa.

Quest’ultima dipende essenzialmente da due fattori:

  • Chi andrà a leggere/esporre quel discorso con le sue caratteristiche personali, dall’intonazione al linguaggio del corpo,
  • La modalità di esposizione: se è previsto che il discorso venga letto, allora sarà fondamentale svilupparlo con frasi molto brevi e che non creino “ansia da punteggiatura”.

Troppo spesso chi scrive discorsi per altri si concentra sul contenuto come se si trattasse di qualunque altra dichiarazione, con la sola aggiunta dei saluti iniziali e finali. L’errore è doppio perché, quando parliamo davanti a una telecamera o a un pubblico, i significati sono due: quello di ciò che diciamo e quello del nostro atteggiamento.

L’obiettivo delle alte cariche istituzionali non dovrebbe essere solo quello di trasmettere idee ma anche quello di rappresentarle.

Questo i ghostwriter dovrebbero ripeterselo ogni giorno.



Autore: MisterMedia - Nicola Bonaccini
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.