Ufficio Stampa: Come Gestire Una Conferenza Stampa

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Addetto Stampa 1: “Tu ci vai alla conferenza stampa delle 13?”
Addetto Stampa 2: “Ma hai letto i giornali oggi? C’è già scritto tutto, se la facessero da soli, così se la cantano e se la suonano!”

La conferenza stampa appartiene alla categoria di strumenti di comunicazione che o si usano bene o è meglio non utilizzarli affatto. Non c’è nulla di peggio, infatti, di una conferenza semi deserta o che generi scarsa e disomogenea copertura mediatica. Non parliamo ovviamente delle conferenze-evento che hanno un valore e un successo intrinseci (l’allenatore nel dopopartita, il premier che ha appena ricevuto l’incarico, l’avvocato difensore di un condannato eccellente dopo la sentenza).

Parliamo invece delle conferenze stampa programmate a tavolino, create apposta per generare interesse attorno a un dato argomento. In questo caso, è fondamentale gestire con perizia due paroline: esclusiva ed embargo.

ESCLUSIVA

Fornire a un solo giornalista o a un solo gruppo editoriale le notizie in anteprima crea sempre molti imbarazzi ed effetti collaterali. Ha senso solo se l’iniziativa che si vuole comunicare è portata avanti in partnership con una determinata testata; o se l’anteprima è programmata su media del tutto alternativi tra loro (una tv avrà comunque interesse ad acquisire immagini e dichiarazioni video anche se la notizia è già apparsa sui giornali del mattino o su un sito internet in versione testuale).

EMBARGO

Per embargo si intende invece la trasmissione di una notizia a tutto il proprio indirizzario di riferimento, con l’esplicita richiesta di non utilizzare il materiale prima dell’inizio della conferenza stampa o di un certo orario che va espressamente indicato. All’inizio di ogni Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede, ad esempio, vengono riportate le clausole che definiscono i termini dell’embargo specifico: “Agenzie, giornali, periodici, radio, televisioni, pubblicazioni telematiche, ecc. non sono autorizzati a pubblicare, prima del momento stabilito, i testi rilasciati sotto la dicitura EMBARGO FINO AL MOMENTO IN CUI IL TESTO È PRONUNCIATO oppure EMBARGO FINO ALLE ORE XX.XX (ORA DI ROMA) DEL XX.XX.XXXX”. Per le agenzie tale embargo implica il divieto di mettere in rete il testo prima della fine dell’embargo. (Un buon uso delle politiche di embargo è quello messo a punto dall’Ufficio Stampa dell’Istat).

CONCLUSIONI

Le conferenze stampa che hanno maggior successo, tuttavia, sono quelle il cui oggetto è qualcosa di atteso e che per nessun motivo al mondo potrebbe essere oggetto di esclusiva o embargo. Ne è esempio l’annuale annuncio dei film in concorso al Festival di Venezia (anche se una volta ricevuta la cartellina stampa, i titoli sono già tutti lì prima che l’elenco ufficiale venga letto dal palco) o l’esatta distribuzione delle deleghe all’interno di un nuovo esecutivo.

Una buona conferenza stampa dovrebbe avere il potere dirompente di una sentenza per un cronista di nera. Andreste mai in tribunale di buon mattino se il dispositivo vi fosse già stato recapitato via email la sera prima?


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Autore: Silvestro Giannantonio
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