Comunicazione Politica: tutto il potere del nome

comunicazione politicaIn questi giorni è sotto la lente mediatica l’ufficializzazione di manovre interne al Pdl, con l’obiettivo di operare in maniera risolutiva, soprattutto in seguito ai risultati non molto felici delle ultime elezioni amministrative. Tra i principali punti di discussione spicca la possibilità di un ritorno al nome “Forza Italia. Chiamare in causa un ambito così nodale dell’immagine di una formazione politica significa andare alle basi della comunicazione istituzionale, toccando le corde percettive dirette e “primordiali” del pubblico osservatore e ascoltatore.

Che ruolo ha la scelta del nome di una formazione politica, in un universo che si muove attorno alla centralità della percezione istantanea del flusso di informazioni che viaggiano sulle piattaforme di social networking? Un ruolo di assoluta importanza che, come abbiamo ricordato in precedenza, “restaura” le basi della comunicazione politica, rendendo in certi casi più agevole la gestione delle fasi successive.

Il caso Pdl può essere il punto di partenza per ricavare spunti molto interessanti a questo proposito, e nelle prossime righe cercheremo di presentarvene alcuni, in modo da far passare l’idea di una sinergia tra tutti gli aspetti dell’edificio comunicativo.

  • Squadra che vince…si riforma: in questi giorni gli esponenti del Pdl hanno parlato moltissimo di “ritorno al ‘94”. Il nome è senza dubbio il primo passo per operare una strategia che prenda esempio dai primi mesi di vita della formazione guidata da Silvio Berlusconi.

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Può essere vantaggioso dichiarare di voler “tornare indietro”, di avere intenzione di riformare una situazione che fa ormai parte del passato? Per quanto riguarda la percezione dell’attenzione nei confronti della comunicazione si tratta di uno step fondamentale, che arriva all’elettore come un esempio di cura nei confronti di una situazione vista con occhi olistici.

  • Imparare dal passato: la scelta di un nome, e anche la volontà di riprenderlo dal passato, rappresentano un lavoro “creativo” e di  comunicazione politica estremamente connesso con le corde psicologiche del pubblico.

In un caso come quello del Pdl, decidere di riadottare un nome che ha fatto la storia significa mettere in atto una strategia di coltivazione della sinergia tra senso di sicurezza (il nome di una formazione che ha effettivamente cambiato il quadro politico del Paese) e curiosità nei confronti dell’innovazione che respiriamo sempre di più giorno dopo giorno.

Ovviamente non tutti possono trovarsi nella situazione del Pdl, ma è possibile, come abbiamo già avuto modo di ricordare, ricavare idee interessanti da questa case history, che, al di là di come verrà trattata a livello operativo, è molto particolare dal punto di vista delle modalità strategiche.

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Scegliere un nome che richiami in qualsiasi modo a un elemento facente parte anche in maniera profonda dell’universo percettivo del pubblico è un passo fondamentale per una strategia di comunicazione politica performante.

I grandi partiti hanno ovviamente la strada spianata, dal momento che possono vantare una storia molto composita, caratterizzata da diverse fasi.

Chi si occupa della comunicazione e dell’immagine delle piccole formazioni non deve però considerare imprescindibile il fatto di “osare” nel momento della scelta del nome. Può essere infatti molto più vantaggioso dal punto di vista strategico conservare un contesto di “sicurezza”, dove l’elettore/secondo polo del processo di interazione possa trovare dei punti fermi in mezzo a tutta la temperie innovativa che caratterizza la politica attuale, sia dal punto di vista delle modalità di approccio ai media, sia da quello delle compagini governative.



Autore: MisterMedia - Nicola Bonaccini
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.