Analisi del secondo discorso di Barack Obama dopo gli attentati di Parigi

Sono numerosi gli spunti di comunicazione politica che si possono ricavare analizzando il discorso che Barack Obama ha tenuto martedì 24 novembre, in occasione della visita di François Hollande a Washington dopo gli attentati di Parigi del 13 novembre 2015 (qui il testo completo).

Analisi del discorso di Obama dopo gli attentati di Parigi

Senza dubbio differente rispetto a quello tenuto nel settembre 2014 per illustrare la strategia USA contro l’ISIS, lo speech del 24 novembre 2015 si contraddistingue per la presenza di alcuni aspetti validi e interessanti dal punto di vista delle tecniche di comunicazione politica.

Quali sono? Nelle prossime righe ne analizziamo tre, focalizzandoci su particolari che possono rivelarsi utili punti di partenza per iniziare a capire come, in poco più  di un anno, sia cambiato l’approccio globale al problema dell’ISIS.

Chiarezza sugli obiettivi

Il discorso tenuto da Obama il 24 novembre in occasione della visita di Hollande a Washington è contraddistinto, esattamente come lo speech dell’11 settembre 2014, da un’estrema chiarezza riguardo agli obiettivi.

L’incipit del discorso successivo all’incontro privato con Hollande è senza dubbio meno diretto rispetto a quello dello speech del 2014, ma comunque caratterizzato dall’esposizione di due obiettivi: il contrasto ai terroristi e la difesa.

Si tratta di un discorso che, dal punto di vista della comunicazione politica, in diversi punti si distacca dallo stile generale di Obama, per virare verso un pragmatismo essenziale per fronteggiare una questione complessa come il terrorismo internazionale.

Riferimento emozionale all’11 settembre 2001

Un altro dettaglio di comunicazione politica che si può notare analizzando il discorso che Obama ha tenuto dopo l’incontro con Hollande alla Casa Bianca è la frase Nous sommes tous Français, pronunciata subito dopo un riferimento esplicito alla solidarietà francese dopo gli attentati al World Trade Center nel 2001.

Se il discorso dell’11 settembre 2014 rappresenta l’esternazione di un percorso tattico e strategico, quello dello scorso 24 novembre dà molto più spazio alla contrapposizione di valori, anche grazie al ricordo di un avvenimento come gli attentati dell’11 settembre 2001, che hanno segnato in maniera indelebile il sentimento collettivo statunitense.

Elementi di personal storytelling

Nel discorso tenuto il 24 novembre Barack Obama ha dato spazio anche a un elemento di personal storytelling molto incivisivo, affermando di tenere sul comodino vicino al letto una foto che lo ritrae con la moglie Michelle a Parigi.

Questo dettaglio – assieme ai riferimenti a fatti drammatici come l’attentato alla maratona di Boston, avvenimento ancora vivo nella memoria collettiva statunitense – è un modo per universalizzare la valenza del discorso.

Grazie a questo trucco è possibile vederlo non solo come una dichiarazione d’intenti a livello politico e strategico, ma anche come un modo per incentivare l’uditorio finale – che può riconoscere i propri sentimenti privati e quotidiani nelle ‘immagini’ presentate da Obama – a non dimenticare la differenza tra due poli culturali differenti.

La qualità delle occasioni di public speaking è nodale per l’efficacia della comunicazione politica, soprattutto in situazioni in cui è essenziale veicolare messaggi chiari e facili da contestualizzare, senza dimenticare l’ottimizzazione dei tempi.


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Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.