Comunicazione politica: l’intervista televisiva e il linguaggio del corpo

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Abbiamo parlato pochi giorni fa del linguaggio del corpo di Renzi e di come rappresenti un tassello fondamentale per l’efficacia della sua comunicazione politica.

Un contesto dove il linguaggio del corpo è il punto di partenza per tantissimi messaggi connessi alla comunicazione politica è senza dubbio la televisione, dove il modo di gestire la presenza fisica è fondamentale per un personal branding di qualità.

I nostri politici sono una vera e propria miniera di spunti quando si tratta di ricavare pillole utili per non sbagliare. Eccone alcuni esempi…

  • Attenzione alle braccia: riguardo al ruolo delle braccia nel linguaggio del corpo esistono molte teorie. Quando si parla di comunicazione politica esse rappresentano uno strumento fondamentale per gestire i segnali di apertura e di chiusura.

Un esempio interessante a questo proposito è costituito da alcune delle interviste rilasciate da Matteo Renzi prima di diventare Premier. L’allora solo sindaco di Firenze ha infatti molto spesso palesato una tendenza a utilizzare le braccia come segnale di chiusura, allontanando il corpo dall’intervistatore e avvicinandole alla propria persona.

Questo comportamento è riscontrabile in molte delle interviste in cui sono stati sottolineati i suoi contrasti con alcuni dei membri storici del PD e il linguaggio del corpo è risultato spia di un chiaro disorientamento, quasi di un “fastidio” nei confronti dell’oggetto della domanda.

Stare attenti ai segnali di chiusura è fondamentale nella gestione del rapporto tra linguaggio del corpo e comunicazione politica e in tv ancora di più, dal momento che la possibilità di rivedere un’intervista sul web rende facile l’analisi “chirurgica” della gestione della presenza fisica e l’avvio di eventuali processi di viralità dei contenuti.

comunicazione politica

  • Bando alla rigidità: la tv amplifica tutti gli atteggiamenti, soprattutto quelli che riguardano la gestione della presenza fisica.

Un consiglio per un percorso di comunicazione politica di qualità è quello di mettere al bando le posizioni rigide (p.e. le gambe perennemente accavallate oppure la fissità del busto).

In questo modo è possibile evitare sia di apparire caricaturali, sia di sembrare incapaci di “rispondere” all’interlocutore anche attraverso il linguaggio del corpo, rispecchiando i suoi atteggiamenti ed enfatizzando così l’aspetto interattivo.

Attenzione al busto: il busto rappresenta – come sopra ricordato – un elemento fondamentale nella gestione del rapporto tra comunicazione politica e linguaggio del corpo.

Il modo in cui lo si muove è chiara spia della presenza di eventuali atteggiamenti aggressivi (p.e. quello di Berlusconi nella storica intervista rilasciata a Servizio Pubblico) ma anche della sicurezza nei confronti dei contenuti erogati e dell’efficacia del proprio percorso.

Un’impostazione di questa natura è riscontrabile per esempio nelle interviste di Mario Monti e Matteo Renzi, che riescono a gestire la parte alta del corpo con una fluidità in grado di veicolare la loro comunicazione politica verso fiducia e padronanza totale dei contenuti presentati.



Autore: MisterMedia - Nicola Bonaccini

Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico”

Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication.

Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall’imprenditore al manager.

Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero.

Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.