Comunicazione Politica: l’email non è morta

comunicazione politica

L’email non è morta, in comunicazione politica come in tanti altri ambiti che prevedono l’interazione tra due o più poli. In questo contesto noi però parliamo del primo caso e di come quello che è stato uno dei primissimi mezzi di comunicazione online possa essere effettivamente ancora utile e d’impatto.

Una recente ricerca effettuata da Mckinsey & Company ha individuato come l’email rappresenti ancora un canale molto apprezzato per la ricezione d’informazioni inerenti il marketing (per il 94% del campione analizzato), il tutto nonostante la chiara onda d’urto dei social media e la rivoluzione che hanno portato nella comunicazione politica e nell’erogazione di contenuti inerenti tematiche istituzionali.

In che modo è possibile utilizzare al meglio il mezzo dell’email in comunicazione politica? Quali sono i segreti per una campagna DEM o una newsletter la cui destinazione successiva alla ricezione non sia la casella dello spam? Molto probabilmente molti di voi si saranno fatti queste domande pratiche e nelle prossime righe cercheremo di darvi qualche dritta che speriamo possa tornarvi utile.

  • Misurare lo storytelling: in questi ultimi anni lo storytelling è citato quasi ovunque e per molti rappresenta la soluzione da tirare fuori dal cilindro in mancanza di altre alternative. Quando ci si muove nel campo del rapporto tra comunicazione politica e messaggi via mail l’efficacia universale di questa tecnica deve essere attentamente valutata.

La casella mail è un contesto dove il tempo viene impiegato con il principale scopo d’informarsi, non a caso è ormai palese lo scarto creatosi rispetto a quello passato sui social, dove le esigenze sono molto più differenziate.

A questo proposito è fondamentale improntare la propria strategia di comunicazione politica su essenzialità e immediatezza, lavorando in maniera strategica sull’efficacia dei contenuti testuali.

  • Dare i numeri: la comunicazione politica legata a una newsletter o a una DEM deve essere sì razionale e concisa, ma non deve chiudere tutte le porte all’emozione, dal momento che in ogni caso è necessario che il messaggio risalti nel mare magnum che è una casella mail, bersaglio preferito da chi pratica spam.

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A questo proposito può essere interessante chiamare in causa i numeri. Quali? La scelta è nelle mani di chi struttura il processo di comunicazione politica. Si può scegliere di indicare il numero di tesserati al partito, oppure di ribadire la quantità di voti ricevuti nel corso di una consultazione elettorale.

Risulterà così più facile operare il coinvolgimento dell’utenza attraverso lo stimolo della parte più irrazionale dell’universo percettivo ma anche per mezzo della presentazione di dati reali e concreti.

  • I social in evidenza: in una newsletter o in una DEM legate a un processo di comunicazione politica è fondamentale inserire i pulsanti social e metterli in evidenza, in modo che la lettura del messaggio possa essere l’inizio di un percorso di scoperta globale della presenza online di una figura istituzionale o di una formazione politica.



Autore: MisterMedia - Nicola Bonaccini
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.