Comunicazione politica: l’arte del gioco a due

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Sono passati pochi giorni dall’elezione di Matteo Renzi a Segretario del PD e già la comunicazione politica italiana può vedere concretizzata una case history molto interessante che lo riguarda. Stiamo parlando dello scontro a distanza con Beppe Grillo, situazione che sta tenendo banco su numerosi mezzi mediatici, oltre a rappresentare un esempio interessante di gestione della comunicazione politica in uno scontro a due.

Renzi e Grillo rappresentano due campioni di assoluta rilevanza per quanto riguarda l’aspetto analitico dei cambiamenti avvenuti in questi ultimi mesi, e dalla loro diatriba è possibile ricavare alcuni interessanti consigli pratici.

  • Il linguaggio colloquiale: l’analisi della comunicazione politica di questa polemica a distanza può partire da un aspetto fondamentale in qualsiasi interazione, ossia la potenza del linguaggio.

La scelta di Renzi di utilizzare il termine “sorpresina” riguardo alla possibilità di rinunciare ai rimborsi elettorali in cambio della collaborazione di Grillo è un espediente molto interessante: si tratta infatti di un’apertura a un registro linguistico estremamente colloquiale, introdotto in un ambito di profonda complessità tecnica oltre che di alto livello di rischio considerando il difficile percorso politico di questi mesi.

Dal punto di vista prettamente tecnico siamo davanti a un lavoro di comunicazione politica molto efficace: tramite questa scelta lessicale Renzi è infatti riuscito a imprimere con forza nell’universo percettivo dell’utenza la natura dei suoi contenuti e delle sue richieste.

  • Comunicazione politica e media training, un binomio inseparabile: anche nel caso del gioco a due con Renzi, una delle caratteristiche che risaltano nell’approccio tecnico di Grillo è la mancanza di attenzione al media training visto come attenzione ai contenuti e al loro posizionamento all’interno dello scambio di opinioni.

La risposta alla proposta di Renzi attraverso l’utilizzo di un termine non pesante ma comunque volgare è spia di tutto questo, e produce un effetto di annullamento della comunicazione politica intesa come erogazione di un messaggio che vada oltre al mero scontro dialettico.

  • La forza della call to action: si può a ragione affermare che in questa animata polemica l’agone riguardante la potenza e l’efficacia della comunicazione politica veda, almeno per ora, un Renzi chiaramente in testa.

Un altro esempio interessante della sua abilità è focalizzato nell’utilizzo dell’espressione “Restiamo ribelli. Inserire una call to action all’interno di uno scontro dialettico è un espediente di comunciazione politica di grande efficacia, dal momento che trasferisce sull’utenza una carica emotiva di potenza non indifferente, rendendo l’interazione non un’occasione di confronto “chiuso” tra due singole personalità, ma un’effettiva parte di un percorso politico iniziato con la candidatura alle Primarie.

La comunicazione politica di Renzi sta dando sfoggio di interessante lungimiranza strategica in questo scontro a due che sta facendo scrivere non poco nelle ultime settimane, e non rimane che restare in attesa dei prossimi sviluppi della sfida tra due protagonisti indiscussi del panorama istituzionale anche nel mondo degli addetti ai lavori della comunicazione, ogni giorno in cerca di spunti interessanti per analizzare novità e possibili sviluppi del settore.



Autore: MisterMedia - Nicola Bonaccini
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.