Comunicazione politica: la pluralità dei linguaggi di Renzi

comunicazione politica

Uno degli aspetti più affascinanti della comunicazione politica di Matteo Renzi è la necessità di far convivere le istanze contenutistiche legate da una parte alla carica di premier, dall’altra a quella di Segretario del PD.

I due ruoli implicano, quindi, l’utilizzo di dettagli linguistici differenti, dal momento che sono decisamente distinte sono le esigenze in primo piano. Analizzare questi due universi di comunicazione politica può essere molto utile per comprendere meglio la complessità tecnica del percorso di Renzi.

  • La potenza delle immagini: una delle caratteristiche principali della comunicazione politica di Renzi e del suo linguaggio in occasione di discorsi pubblici è il richiamo a immagini molto potenti, sia attraverso metafore sia attraverso riferimenti concreti.

Il discorso in Senato dello scorso 24 febbraio è stato tutto impostato attorno il richiamo ad immagini concrete riferite a categorie sociali fondamentali per il programma politico di Renzi.

Un esempio simile è riscontrabile nel discorso tenuto lo scorso 12 aprile a Torino per l’apertura della campagna elettorale del PD in vista delle Elezioni Europee di maggio.

In questa occasione, Renzi, presente nel capoluogo piemontese soprattutto nelle vesti di segretario di partito, ha messo in campo un’altra immagine netta e forte con le parole “La sinistra che non cambia diventa destra”, cavalcando la fortuna di uno stile di comunicazione politica costituito da riferimenti che lasciano poco spazio all’interpretazione e che “invitano” all’azione.

Anche in questo caso non c’è alcuno spazio per il compromesso e l’effetto finale è forse più efficace rispetto ad altri discorsi pubblici e interviste, dal momento che i contenuti sono espressi in maniera più sintetica e diretta. E questo perché c’è meno necessità di convincere e conquistare, ma solo di consolidare dei codici già acquisiti e invitare a tradurli a livello pratico.

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  • L’inclusione continua: un altro particolare importante del linguaggio di Matteo Renzi è la concentrazione su contenuti – anche su singoli termini come si può vedere sempre nel discorso del 24 febbraio – in grado di richiamare un senso di inclusione e di unione.

Durante l’ormai celebre momento di public speaking in Senato tutto questo è stato espresso chiamando in causa diverse volte parole come “Paese”, “nazionale”, “italiano”, “Italia”. In occasione del discorso a Torino, Renzi ha invece lavorato sul medesimo aspetto in maniera più viva e dinamica, attraverso il frequente utilizzo della seconda persona plurale e il ricorso all’imperativo come modo verbale della call to action (“Siate coraggiosi, siate curiosi”).

La strategia di comunicativa di Matteo Renzi dimostra come sia possibile adatare la propria comunicazione politica a diverse occasioni e a diverse vesti, senza tradire il proprio stile di fondo.



Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
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