Comunicazione politica: il linguaggio delle riforme

comunicazione politica

“Fare le riforme” è stato il leitmotiv mediatico dei primi giorni di attività del governo Renzi, caratterizzando profondamente la comunicazione politica del Premier.

Adesso che la macchina dell’esecutivo è avviata a pieno ritmo, è possibile dare uno sguardo tecnico approfondito al complesso rapporto tematico tra comunicazione istituzionale e riforme.

  • Il linguaggio del “rivoluzionario”: una delle caratteristiche principali della comunicazione politica di Matteo Renzi in rapporto alle riforme istituzionali è l’enfasi sulla portata rivoluzionaria dei suoi provvedimenti, espressa anche attraverso il richiamo all’intenzione di abbandonare lo scenario politico in caso di mancato riuscita dei punti in programma.

Si tratta di un’impostazione molto potente dal punto di vista dell’efficacia momentanea (le frasi connesse all’eventuale abbandono rimangono senza dubbio impresse), ma meno utile sul lungo termine, dal momento che affosa in maniera non indifferente quell’orizzonte dialettico che è nodale in qualsiasi scenario istituzionale.

  • La metafora continua: la metafora è una figura retorica profondamente radicata nel linguaggio di Matteo Renzi. Nell’ambito del percorso di comunicazione politica connesso alle riforme, e in particolare a quella del Senato, è possibile vedere tutto questo amplificato in maniera molto puntuale. L’efficacia è chiara soprattutto se si considera la potenza storica del provvedimento e il suo ruolo di punto di partenza per una progressione di cambiamenti importanti.

Se si osserva, per esempio, l’intervista rilasciata ieri dal Premier a RTL 102.5, è possibile riscontrare la presenza di una metafora legata al gioco (un paragone tra la complessità del percorso delle leggi e il ping pong), un ambito profondamente connesso alla dimensione temporale e alla necessità di gestirla al meglio per uscire da una situazione di emergenza.

  • Spazio all’incisività: sempre osservando alcune delle ultime interviste rilasciate da Matteo Renzi, è possibile vedere come la sua impostazione linguistica sia orientata all’utilizzo di frasi brevi e incisive, con un’attenzione particolare riservata alla figura retorica dell’enumerazione.

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Questa struttura può essere definita quasi un approfondimento di quanto abbiamo descritto nel primo punto. Matteo Renzi enfatizza infatti l’unicità dei suoi provvedimenti attraverso l’impiego di frasi molto brevi, in molti casi ellittiche del verbo (altro aspetto riscontrabile nell’intervista radiofonica a RTL 102.5).

La comunicazione politica di Matteo Renzi è una globalità molto complessa e in queste pagine abbiamo avuto più volte modo di ricordarlo. Nel caso dell’approccio all’ambito delle riforme istituzionali si può dire che questa complessità si amplifichi, dal momento che entrano in campo aspetti tecnici fondamentali come la necessità di rendere ancora più chiari i contenuti.

Si può, a ragione, affermare che la loro comunicazione politica, Matteo Renzi e i suoi Ministri siano riuscita a centrare quest’ultimo obiettivo, proprio alla luce dei punti che abbiamo appena elencato, attraverso l’utilizzo di richiami brevi e formulari associati alla spiegazione essenziale della struttura delle riforma e delle sue prospettive a lungo termine.



Autore: MisterMedia - Nicola Bonaccini
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.