Comunicazione politica: i rischi della voce prevalente e qualche consiglio per affrontarli

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Queste ultime settimane di chiusura delle tornate elettorali e di scoperta di scandali finanziari importanti hanno portato in evidenza spunti di comunicazione politica utili soprattutto a capire il modo migliore per costruire un percorso solido e strategico.

La comunicazione politica del PD, in questo periodo più che mai al centro dell’attenzione mediatica per via dell’onda lunga delle Europee e per gli scandali connessi a Expo e Mose, rappresenta un caso interessante da analizzare per capire quelli che possono essere i rischi di una voce innegabilmente prevalente sulle altre.

In questi mesi, il PD è diventato in tutto e per tutto una formazione che ruota attorno all’immagine di Matteo Renzi, che è stato capace sì di dare una svolta alla comunicazione politica del partito ma anche di focalizzare l’attenzione sulla sua figura così tanto da riuscire a mettere in secondo piano il percorso tecnico di chi lo ha preceduto.

Quali sono nel dettaglio i rischi di questa impostazione di comunicazione istituzionale? Come possono essere affrontati, soprattutto nell’ottica di quel processo naturale che è l’alternarsi di diverse leadership?

Nelle prossime righe siamo pronti ad approfondire la situazione con qualche breve consiglio.

  • L’importanza del filtro: la comunicazione politica di partito, caratterizzata da una voce prevalente sulle altre, a lungo andare danneggia l’efficacia dei messaggi e stanca chi fruisce dei contenuti. Come ovviare a questo problema? Gestendo la centralità della figura in questione per esempio attraverso la scelta di un filtro nel rapporto con l’utenza finale.

Questo significa, prendendo come esempio il caso di Renzi, la necessità di ridimensionare occasioni di contatto diretto con il pubblico, come per esempio le ormai famose visite alle scuole e i selfie scattati assieme ai sostenitori, in questi giorni oggetto di non poche considerazioni satiriche su alcune testate web.

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Il contatto diretto con l’utenza è importante per la costruzione e il consolidamento della fiducia ma una volta completato questo percorso è necessario ridare alla propria impostazione di comunicazione politica un tono autorevole e mettere in campo contenuti capaci di mettere in luce la complessità che caratterizza una formazione istituzionale.

  • La responsabilità unica: chiunque abbia seguito in questi giorni gli avvenimenti relativi agli scandali che hanno coinvolto alcuni membri del PD avrà sicuramente notato l’assoluta prevalenza delle dichiarazioni di Matteo Renzi nei commenti relativi alle responsabilità del partito nelle varie questioni.

Anche in questo caso il Premier si è reso uomo-simbolo di una vicenda che ha ben poco di positivo per il personal branding di una formazione istituzionale e che non può, almeno non sul lungo termine, essere gestita con la strategia del “politico per tutte le stagioni”, che riesce solo a danneggiare eventuali processi di comunicazione di crisi (il caso di Forza Italia e della difficoltà nel trovare una linea di contenuti lontana dalle vicende di Berlusconi insegna).

Le Elezioni Europee hanno portato in luce numerosi motivi per riflettere sullo stato di salute della comunicazione politica in Italia e ora che è passata la temperie si può affermare che quella del PD abbia bisogno di una ristrutturazione profonda, basata sulla ricerca di una pluralità di riferimenti e sull’attenzione all’equilibrio tra razionalità e spettacolarizzazione.

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Autore: MisterMedia - Nicola Bonaccini

Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico”

Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication.

Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall’imprenditore al manager.

Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero.

Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.