Comunicazione politica: essere convincenti sul lungo termine

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Queste prime Elezioni Europee social hanno permesso a diverse realtà di riflettere sullo stato di salute della propria comunicazione politica e di trovare spunti di miglioramento per adeguarla a un panorama oggetto di cambiamenti sempre più veloci e in molti casi non sempre prevedibili.

Nel quadro che si è venuto a creare dopo gli exit poll di due settimane fa è possibile non solo apprezzare l’ennesima conferma dell’efficacia della strategia di Matteo Renzi, maestro nella sinergia tra contenuto programmatico e attenzione alla leva emozionale del messaggio, ma anche le chiare difficoltà che sta attraversando la lista Tsipras.

Portando ovviamente il focus analitico sulle tecniche di comunicazione politica, cerchiamo di ricavare qualche consiglio utile a capire le modalità migliori per gestire una situazione caratterizzata da una pluralità interna di voci e che necessita di essere convincente sul lungo termine dopo il risultato delle Europee.

  • Il one shot non basta: su queste pagine abbiamo trattato l’argomento del selfie di Paola Bacchiddu, che è riuscita senza dubbio a spostare molta attenzione sull’esistenza della lista e sui suoi contenuti.

Si è trattato di un colpo strategico one shot alquanto efficace sul momento ma che non è stato sfruttato in maniera completa per diversi motivi. Quali di preciso? Per prima cosa è fondamentale ricordare che senza una strategia alla base l’aspetto creativo, anche se ottiene viralità, non è sufficiente per essere convincenti sul lungo termine.

I social sono un’ottima leva per la visibilità ma non possono certo sostituire una percorso progettuale.

Il secondo punto molto importante che è mancato nella gestione (e nella costruzione) di una strategia di comunicazione politica è stata l’attenzione a contenuti di immediata fruizione, dal momento che i giorni successivi al selfie hanno portato in luce discussioni di stampo quasi accademico sul ruolo del corpo della donna.

Comunicare in maniera semplice e diretta, far sì che l’utente non abbia bisogno di mettersi a ragionare sul significato dei singoli termini: questi sono i passi non compiuti nella strategia della lista Tsipras e che sono necessari soprattutto quando ci si trova a gestire un contesto caratterizzato da una pluralità interna di voci e di opinioni.

  • L’importanza di essere people oriented: nel punto precedente abbiamo fatto cenno alla complessità contenutistica che ha caratterizzato la della lista Tsipras in seguito all’aumento di visibilità legato al selfie della Bacchiddu.

tsiprasfacebook

Usare parole come “neo-femminismo” può essere utile durante una lezione universitaria, non certo in campagna elettorale e nelle fasi di costruzione di un nuovo soggetto politico, che per sua stessa natura è legato alla necessità di mettere in campo contenuti immediatamente fruibili.

  • Profilo social o foglio di partito?: un altro errore nella comunicazione della lista Tsipras è riscontrabile nella gestione della pagina ufficiale di Facebook, dove viene dato un eccessivo spazio alla parte testuale, con comunicati spesso molto lunghi.

Tutto questo è un errore sia dal punto di vista del media training (i contenuti social devono essere il più possibile chiari e immediati) sia da quello della comunicazione politica, che si allontana ancora di più dalla ricerca di una riconoscibilità e di una caratterizzazione strategica.

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Autore: MisterMedia - Nicola Bonaccini

Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico”

Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication.

Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall’imprenditore al manager.

Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero.

Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.