Comunicazione politica: dall’emozione al tecnicismo

comunicazione politicaLa comunicazione politica, anche quando non si muove su un terreno di palese crisi, può evolvere e cambiare le proprie caratteristiche. Un esempio capitale a questo proposito può essere il mutamento da processo di interazione basato sull’emozione ad attenzione ai contenuti dal punto di vista meramente tecnico.

La comunicazione politica del Pd ha visto in questi mesi un’evoluzione di questo tipo, che può essere presa come case history interessante per vedere in che modo è possibile fare fronte a un’emorragia di consensi come quella delle ultime politiche, e a un cambiamento di dirigenza arrivato in un momento di conseguente profonda incertezza sulle linee da seguire per portare avanti il partito.

Definire un lavoro di comunicazione di crisi il cambiamento di approccio del Pd può essere magari esagerato, dal momento che l’intero edificio della comunicazione politica sta vivendo una situazione in cui è difficile definire il confine tra contingenza ordinaria e crisi, ma un’analisi del processo può essere interessante per comprendere in che modo è possibile gestire il passaggio da una strategia di interazione che parla alla sfera più emozionale dell’utente a una basata sull’erogazione di contenuti tecnici.

  • Il presenzialismo di “pancia”: il presenzialismo ha tante facce, e il caso del percorso di segretario di Pierluigi Bersani ha mostrato come l’informalità (il fatto, per esempio, di mostrarsi in maniche di camicia nelle foto di una celebre campagna elettorale) possa essere applicata come leitmotiv di un processo di comunicazione politica.

L’approccio di Bersani si è basato molto su una comunicazione politica di “pancia”, dall’inizio alla fine del suo mandato di segretario. Analizzando invece la comunicazione di Epifani, è possibile trovare invece un’impostazione molto diversa, basata, come abbiamo già avuto modo di ricordare, sul fatto di rilasciare dichiarazione molto concise, in contesti, come per esempio le interviste fuori dal contesto televisivo, decisamente poco propensi al sorgere di ambiguità.

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Quali possono essere i rischi di questa impostazione strategica di comunicazione politica?

  • La comunicazione di servizio: in un momento di cambiamento relativo alle caratteristiche profonde di un processo di comunicazione politica è bene cercare un equilibrio il più possibile consistente.

Accentuare il lato della comunicazione di servizio può essere senza dubbio vantaggioso dal punto di vista meramente pratico, ma la percezione che l’utenza ha delle novità può essere magari difficile da definire.

La scelta di Epifani di mettere in atto un processo di comunicazione politica basato sull’esposizione di contenuti estremamente tecnici (dosati, per esempio, in pochissime apparizioni televisive) può creare nell’universo percettivo del pubblico uno stacco eccessivo rispetto alle linee seguite in passato, soprattutto in un contesto come il Pd, dove è molto facile che, sia i media sia l’utenza destinataria del lavoro di comunicazione, rimangano legati alle strategie di una singola figura.

Parlare di questo tema e analizzare lo specifico caso del Pd e della differenza tra la comunicazione di Bersani e quella di Epifani può portare magari a pensare al dibattito sull’empatia di Monti, ma le questioni sono profondamente diverse.

Monti è stata una figura di rottura, un uomo “solo” al comando di un processo nuovo nella politica italiana come l’avvento dei tecnici in posizioni istituzionali. Epifani è segretario di un partito, e quindi portatore di una storia in parte già scritta, che deve essere valorizzata anche per quanto riguarda l’attenzione all’equilibrio dei dettagli della comunicazione politica.



Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
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