Comunicazione politica: come non sbagliare la call to action elettorale

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Una buona call to action è importante per la comunicazione politica sui social media, in particolar modo in campagna elettorale, quando ogni passo strategico diventa utile per conquistare voti e per migliorare lo stato generale del proprio personal branding.

La necessità di essere il più concisi possibile sui social media è il principale fattore di difficoltà quando si tratta di creare una call to action efficace. A questo punto si accompagna anche l’ovvia importanza del contenuto, aspetto di cui abbiamo ricordato più volte la rilevanza.

Cosa fare quindi per non sbagliare la call to action elettorale sui social, per evitare di perdere voti o di diventare protagonista di un epic fail? Noi, come tutti i giorni, siamo pronti a darvi qualche consiglio.

  • Fatti negativi? Non cavalcare l’onda!: uno dei “lati oscuri” dei social media consiste nella tendenza a parodiare e viralizzare fatti negativi, come per esempio i disordini di domenica scorsa in occasione della finale di Coppa Italia.

 

Seguire questa tendenza è profondamente negativo in comunicazione politica. Un esempio a questo proposito è la call to action di Alessandra Moretti su Twitter, in cui invita a votare chiamando in causa la figura del capo ultra del Napoli.

Dal punto di vista della visibilità vi è certamente un ritorno, dal momento che  l’argomento in questione rappresenta uno dei principali temi discussi sui social media in questi giorni; dal punto di vista dell’attenzione al contenuto il post è quasi un epic fail, dal momento che chiama in causa un fatto legato ad argomenti che di ironico hanno ben poco.

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  • Quando l’essenzialità non giova: i social sono il luogo della sintesi, della concisione, del contenuto breve ma denso e mirato. La comunicazione politica, come abbiamo avuto più volte modo di ricordare, deve tenere conto in maniera particolare di questo aspetto, senza però sfociare in un’essenzialità priva di personalizzazione.

 

La call to action elettorale sui social deve essere sì sintetica e diretta, ma deve invitare l’utente all’azione mettendo in campo un motivo.

Il semplice invito al voto senza un riferimento di qualunque tipo al programma o alle caratteristiche del candidato – navigando i social in questi giorni si possono trovare tanti casi di questo genere soprattutto tra i candidati alle comunali – è segno di poca capacità di gestione del personal branding e di promozione dei propri contenuti.

  • La forza del simbolo: la comunicazione politica degli ultimi giorni di campagna elettorale può essere difficoltosa da gestire soprattutto in ambito social, dove è più arduo far risaltare i propri contenuti per via del generale overload informativo.

 

In questo caso può essere molto utile una call to action elettorale sia testuale sia visiva, caratterizzata dal richiamo chiaro e semplice al simbolo del partito.

Un esempio positivo a tal proposito è quello di Magdi Allam nei suoi ultimi tweet, dove invita esplicitamente gli utenti a “barrare” (riferimento alla concretezza dell’atto del voto) il simbolo di Fratelli d’Italia e a scrivere il suo nome, postando foto di fac simili di schede elettorali.



Autore: MisterMedia
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.
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