Comunicazione politica: cio’ che ci sembra giusto e cio’ che serve

comunicazione politicaNei dibattiti televisivi si vedono politici frastornati dagli incroci tattici, dalle bagarre mediatiche, dalle dichiarazioni, dalle interviste…e spesso perdono il contatto con la strategia di comunicazione che dovrebbe appartenere ad ogni rappresentante eletto.

Chiariamo subito: ogni idea, ogni progetto politico può essere definito tale solo se è accompagnato da una chiara strategia per arrivare agli elettori/cittadini. Niente di fumoso anzi, una strategia permette proprio di evitare sovrapposizioni e messaggi discordanti in grado di gettare nel panico ideologico i cittadini.

Avere un buon programma elettorale ma non strutturare nello stesso tempo i giusti veicoli per sottoporsi al giudizio critico degli elettori significa non solo perdere ma anche sprecare risorse.

Di quali siano i mezzi più idonei per raggiungere i potenziali sostenitori parleremo in un prossimo post, anche perchè se lo facessimo ora negheremmo quanto detto fino adesso.

Da cosa si parte? Un esperto di “tecniche di creatività” ovvero di metodi per scatenare tutto il potenziale dei nostri neuroni come Edward De Bono ci consiglierebbe di seguire due fasi:

1) Fase divergente. Prendete un foglio bianco e, coerentemente col vostro programma, iniziate ad elencare messaggi, slogan, idee collaterali, metodi e tutto quelloc he vi viene in mente senza pregiudizi e senza limitazioni.

2) Fase convergente. Tutte le idee scaturite dal brainstorming del punto 1 devono essere ordinate secondo criteri di fattibilità, tempistica, utilità.

Proprio sull’utilità occorre dire qualcosa in più. Una strategia degna di questo nome deve sempre valutare ciò che ci sembra giusto e ciò che ci può servire a raggiungere il nostro obiettivo.

Siate coerenti! Le vostre idee devono sempre essere in linea con quelle scelte all’interno di un range fissato dal partito di appartenenza. Secondariamente osservate ciò che può essere prioritario per i cittadini/elettori.

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In questi giorni si parla molto dell’adozione di una nuova legge elettorale. Preferenze si o preferenze no? Le motivazioni di coloro che sono a favore della scelta diretta del candidato utilizzano una leva che mediaticamente ha un grosso seguito” ridiamo la libertà ai cittadini di decidere chi eleggere. Qualche riga culturale in più ci fa subito capire che le “preferenze” non sono la panacea che ci porterà una classe dirigente nuova e limpida (il voto di scambio si annida proprio lì) ma poichè il sentimento generalizzato mostra una così forte attenzione a favore di questo metodo, anche se non lo ritenete giusto valutate se una campagna “contro” possa essere produttiva o ad esempio porti con se corollari distruttivi della nostra immagine (penseranno che siamo a favore dello status quo malandato).

La definizione di strategie e tattiche deve passare necessariamente dal filtro dell’utilità. Non si fraintenda con la convenienza, il termine più adatto è proprio utilità. In “guerra” non basta avere armi per vincere ma servono quelle idonee maneggiate da persone esperte in grado poi di cambiarle a seconda della situazione e del risultato atteso.



Autore: MisterMedia - Nicola Bonaccini

Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico”

Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication.

Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall’imprenditore al manager.

Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero.

Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.