Comunicazione politica: analisi di uno scarto

comunicazione politicaIeri abbiamo aperto un approfondimento argomentativo sulle modalità di ascolto del territorio, soprattutto a livello locale. Tra i punti che sono stati considerati c’è l’approccio del M5S al web come mezzo di informazione completamente separato dai media tradizionali.

Abbiamo avuto modo di affermare in maniera esauriente quali siano i pro e i contro di questa strategia comunicativa, e nelle prossime righe andremo più a fondo di quello che è uno scarto che val la pena di essere analizzato, dal momento che sta diventando sempre più centrale nella comunicazione politica italiana.

Gli italiani che usano il web

Uno dei luoghi più usati dagli esponenti del M5S è la chiamata in causa degli “italiani che usano il web”. Uscendo per un attimo dal contesto della comunicazione puramente politica, sono state diverse in questi anni le voci che in questi anni hanno criticato la concezione di “popolo della rete” in quanto realtà umana separata da chi dibatte ed esprime opinioni in contesti offline.

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Lo scarto che è stato creato dal pensiero del M5S rischia di cadere in questa dicotomia, vestendo chi utilizza il web di un’aura di possesso di una conoscenza assoluta che non potrà mai avere.

C’è chi dice che questo scarto esista nella vita di ogni giorno e in comunicazione politica perché, nonostante gli innegabili passi compiuti, l’ambiente italiano sia ancora molto indietro rispetto al livello di penetrazione presente in altri Paesi per quanto riguarda l’interazione online e la condivisione di idee sul web.

Senza dubbio (e senza trascurare l’equilibrio che può portare il media training in una strategia di approccio agli elettori) la tattica adottata come cavallo di battaglia dagli esponenti del M5S è sempre più improntata a una rottura rispetto a certi vizi della comunicazione “patinata”, cosa non completamente negativa.

Quello che viene troppo spesso dimenticato è proprio il bisogno urgente ed etico di colmare uno scarto che, già se si osserva la realtà del rapporto con la tecnologia senza pensare alla politica, è decisamente forte e alimentato da forti pregiudizi.

Media tradizionali e web: comunicare o colmare uno scarto?

Il politico che deve gestire tale situazione ha un compito non certo semplice, che può però essere affrontato in maniera equilibrata tenendo conto di alcuni semplici aspetti, che però riescono a essere di forte impatto quando si tratta di raggiungere e mantenere l’attenzione e la fidelizzazione degli elettori.

Parlare dello scarto e colmarlo: un politico che vuole mettere a punto una strategia di comunicazione efficace deve parlare dello scarto tra web e media tradizionali, cercando di colmarlo con delle call to action in grado di portare le persone ad approcciarsi in maniera critica a tutti i canali.

La differenza tra fruizione della comunicazione sul web rispetto a quella sui media tradizionali è anche un fatto di cultura, e una figura politica ha, in tantissimi casi, il compito di rendere tale situazione il più possibile chiara e organica, in modo da non determinare la nascita di universi percettivi troppo lontani tra loro.

• La mitizzazione fa male: la mitizzazione di un mezzo di comunicazione è molto controproducente a volte, dal momento che è in grado di creare una distorsione non indifferente, caricando il tutto di caratteristiche che sono assolutamente lontane dalla chiarezza formale.

Per colmare lo scarto culturale è necessario utilizzare una comunicazione il più possibile neutra, in modo da rendere, attraverso le parole di ogni giorno, l’idea di un equilibrio il più stabile possibile.



Autore: MisterMedia - Nicola Bonaccini

Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico”

Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication.

Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall’imprenditore al manager.

Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero.

Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.