Comunicazione politica: alla conquista dei voti degli avversari

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Un aspetto interessante della comunicazione politica negli ultimi mesi è la presenza di un motivo particolare, ossia quello legato alla conquista dei voti che tradizionalmente sarebbero stati attribuiti agli avversari. Si tratta soprattutto di un’impostazione di Matteo Renzi, che, proprio per queste affermazioni più volte ripetute nel corso del suo iter politico si è guadagnato non poche critiche da parte di aree circoscritte del Pd.

In che modo è possibile esprimere un’apertura nei confronti dell’elettorato degli avversari senza perdere di credibilità e senza uscire in maniera forte dalle linee guida della comunicazione politica di partito?

Non si tratta certo di un’impresa facile, ma è possibile metterla in atto tenendo conto di tutte le sfaccettature di un processo di interazione, evitando di trascurare anche un minimo dettaglio dell’intera struttura.

  • Parole nuove in evento tradizionale: una caratteristica molto interessante della comunicazione politica di Matteo Renzi legata all’aspetto di cui abbiamo parlato sopra è l’erogazione di contenuti “scomodi” in occasioni codificate nell’universo di interazione di una particolare formazione politica.

Matteo Renzi ha sapientemente inserito una dichiarazione relativa alla volontà di conquistare i voti del Pdl e del M5S durante la presentazione della sua campagna elettorale per le primarie a Bari.

I grandi eventi pubblici, caratterizzati da un alto livello di interazione emotiva tra oratori e pubblico, rappresentano un motivo molto solido nella comunicazione dei partiti di sinistra, e rilasciare affermazioni di “apertura” nei confronti di elettorati così diversi può essere una scelta molto performante, in quanto il pubblico si trova comunque in un contesto di interazione il cui brand value è molto forte.

  • Aperture non mediate: il motivo della ricerca dei voti dell’elettorato avversario è riscontrabile anche in alcune affermazioni dei membri del M5S, in particolare di Beppe Grillo.

In questo caso è però possibile notare una caratteristica esiziale nel campo della comunicazione politica, ossia la tendenza ad assolutizzare un risultato, come nelle frasi relative a un eventuale governo 5 Stelle.

Tutto questo è il risultato non solo della mancanza di un lavoro di media training (nervo notoriamente scoperto del Movimento), ma anche di un processo di storytelling basato sulla condivisione di punti di vista anche diversi tra loro, e con persone di differente estrazione politica e ideologica.

Rendere un programma politico inclusivo può rappresentare un’operazione di rebranding molto interessante, che, per essere attuata con successo, deve basarsi sull’ascolto costante sia dell’evoluzione storica della formazione politica, cercando di comprendere quale sia l’approccio dell’utenza nei confronti di particolari occasioni di interazione.

L’atto dell’ascolto è ormai fondamentale non solo sui social, e si tratta di un passo imprescindibile se si ha intenzione di stravolgere totalmente o in parte le linee di comunicazione politica di una specifica formazione istituzionale.



Autore: MisterMedia - Nicola Bonaccini
Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico” Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication. Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall'imprenditore al manager. Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero. Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.