Comunicazione di crisi tra storytelling e spettacolarizzazione

comunicazione di crisiOggi non parleremo di videomessaggi, ma ci soffermeremo sulla comunicazione di crisi, un terreno che può vivere delle evoluzioni di estremo interesse, soprattutto quando un fatto si trova a essere al centro di un processo di risonanza mediatica di grande rilevanza. L’esempio che abbiamo sotto gli occhi in questi giorni è quello della Costa Concordia, e dell’atto “finale” di un percorso iniziato sì con una tragedia, ma anche con un riferimento estremamente particolare per tutti gli addetti ai lavori e appassionati che vogliono tenersi aggiornati sulle ultime tendenze riguardanti il rapporto tra comunicazione di crisi e social media.

La case history della Costa Concordia è un chiaro riferimento di come la comunicazione di crisi, se ben gestita, possa evolvere in maniera positiva, e rendere meno negativa l’immagine di un contesto partito con tutt’altro tono. In che modo è possibile raggiungere questo risultato? Nelle prossime righe vi guideremo in un piccolo viaggio alla scoperta di alcuni segreti per aiutare un processo di comunicazione di crisi a diventare un lavoro performante a lungo termine per il contesto a cui è applicato.

  • Spazio allo storytelling: un elemento fondamentale nella comunicazione di crisi è lo storytelling, che può svolgere un ruolo nodale sia nel corso del vero e proprio processo di risoluzione, sia in quello che è il periodo che segue questa fase.

Dalla case history del Giglio è possibile ricavare numerosi spunti pratici da questo punto di vista, il primo dei quali consiste nel trattamento delle fasi successive alla più critica con i medesimi accorgimenti tecnici di un post evento ordinario.

  • Il medium giusto: in un processo di gestione della comunicazione di crisi è particolarmente fondamentale scegliere il medium perfetto per veicolare i contenuti. Nell’ottica di un percorso come quello di cui abbiamo appena parlato, l’utilizzo preponderante del servizio televisivo è considerabile come scelta vantaggiosa, dal momento che riesce a trasmettere l’idea di un percorso progressivo, tenendo alta l’attenzione grazie alla potenza delle immagini.

comcrisi

Davanti a questo singolo caso è possibile vedere in maniera molto efficace lo scarto tra l’immediatezza contenutistica dei social media e quello della televisione, che proprio nel fattore della potenza visiva e dello storytelling completo trova un punto di forza quando si tratta di lavorare anche sulla parte emozionale della sfera percettiva.

  • La diretta: quando un lavoro di comunicazione di crisi si evolve in evento è fondamentale alimentare tutti quei fattori connessi con la gestione ottimale di questo ambito.

In questa situazione diventa così ancora più importante affinare gli strumenti classici, e la diretta social o streaming svolge un ruolo di grande rilevanza nella definizione di una completezza dell’intero percorso di lavoro su un contesto di comunicazione profondamente complesso.

Gestire la comunicazione di crisi non è mai facile, e il caso della Concordia ci dimostra come, al di là delle considerazioni retoriche, analizzare un evento in maniera olistica possa esser vantaggioso per riuscire a lavorare in maniera performante sulla percezione a lungo termine che l’utenza ha di un particolare evento.



Autore: MisterMedia - Nicola Bonaccini

Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico”

Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication.

Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall’imprenditore al manager.

Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero.

Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.