Comunicazione di crisi per i partiti medio grandi

comcrisi Gli ultimi mesi hanno visto cambiare in maniera profonda la percezione nei confronti di diverse formazioni politiche. In alcuni casi, come quello del PD, la situazione di difficoltà è davanti agli occhi di tutti, e ogni giorno è possibile avere un’idea di quella che è la strategia di comunicazione di crisi che è stata adottata per risolvere uno stato di cose che non si era mai vista in precedenza.

Vi sono però altre realtà politiche che, pur essendo meno al centro del focus mediatico, stanno vivendo un momento altrettanto difficile e nodale per quella che potrà essere l’evoluzione di un partito in uno scenario dove molte delle certezze del passato sono cadute.

Abbiamo spesso presentato delle case history dalle quali siamo partiti per dare consigli: nelle prossime righe parleremo invece solo di quest’ultimo aspetto, che diventa centrale quando ci si trova davanti alla necessità di ridefinire una strategia di approccio con la base dell’elettorato.

In situazioni in cui sono coinvolti partiti di grandi dimensioni la comunicazione di crisi non è immediata, ma senza dubbio percorre una strada a tratti in discesa, per via dei numerosi spunti che possono arrivare grazie all’attenzione dei media e alla possibilità di avere a disposizione grandi spazi di confronto.

Non è però così per tutti, e le formazioni politiche medio grande possono trarre non pochi vantaggi dal fatto di vivere la crisi in maniera meno enfatizzata, con tutte le possibilità di studiare strategie puntuali e innovative.

Comunicazione di crisi: ascoltare i social con più orecchie

Tutte le formazioni politiche hanno pagine social legate ai circoli locali. Per far fronte in maniera organica a quella che è una situazione di crisi, diventa fondamentale ascoltare sia quanto viene esposto in questi spazi, ma anche rendere ancora più forte un luogo di discussione centralizzato, dove siano portate in luce sia le piccole questioni pratiche, sia i macro punti necessari a ridare smalto all’immagine del partito.

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Quest’ultimo aspetto può essere particolarmente ostico da percorrere, dal momento che, mancando un’attenzione forte dei media come accade alle grandi formazioni politiche, può risultare in alcuni casi difficoltoso operare un cambiamento radicale, e rimettere in discussione dei punti portati avanti per tantissimo tempo.

Comunicazione di crisi: a volte il carisma è controproducente

Nella strategia di comunicazione di crisi di una formazione politica medio grande l’elemento del carisma di un singolo leader può avere numerose sfaccettature. Si tratta di un aspetto estremamente complesso nella gestione della ricerca di nuove modalità di approccio con l’elettorato.

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Il carisma e la potenza storica di un leader può servire, in questi casi, per fidelizzare la base; una volta ottenuto questo risultato, può essere però opportuno spostare i riflettori su altri temi riguardanti il cambiamento, in modo da non dare all’elettore l’idea di una stasi mascherata.

Comunicazione di crisi: non sparare sull’avversario

Il fatto di non accanirsi sull’avversario dovrebbe essere una regola generale della comunicazione politica (si tratta, in ogni caso, di una strategia alquanto inficiante), e di quella di crisi in particolare.

Nel caso di un partito medio grande che si trova in una situazione di stallo, operare una scelta del genere può rendere le cose molto più difficili, e far passare un messaggio di vita di luce riflessa.

In un orizzonte di comunicazione di crisi è necessario veicolare un’idea di ricostruzione, che non deve passare attraverso il confronto, ma attraverso la continua erogazione di proposte e di spunti di discussione.



Autore: MisterMedia - Nicola Bonaccini

Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico”

Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication.

Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall’imprenditore al manager.

Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero.

Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.