Comunicazione di crisi: il medium giusto al momento giusto

comunicazione di crisiLa comunicazione di crisi è una disciplina che è considerata un terreno di non poca difficoltà dal punto di vista della gestione. Riuscire a governarla nella maniera giusta implica una conoscenza molto approfondita delle valenze significative di ciascun media che può essere coinvolto nell’erogazione di un messaggio.

La comunicazione di crisi nell’era del web 2.0 e dei suoi successori deve per forza di cose avere uno sguardo olistico, in modo da considerare anche altre realtà mediatiche come supporti di valore per la risoluzione di una situazione difficoltosa.

Quali sono le modalità migliori per scoprire quale sia il medium giusto per veicolare un messaggio legato alla sfera della comunicazione di crisi? Come per tantissimi ambiti connessi all’interazione istituzionale, molti degli spunti operativi possono arrivare dall’osservazione di quanto ogni giorno ci accade intorno.

L’avvento del web 2.0 non deve far dimenticare la presenza di altri canali di comunicazione, che possono essere altrettanto efficaci e pervasivi dal punto di vista della diffusione e dell’effetto sulla sfera percettiva dell’utenza.

  • Il comizio: affrontare una situazione di comunicazione di crisi attraverso un comizio pubblico (come per esempio quelli di Silvio Berlusconi durante il clou mediatico dello scandalo Ruby Gate) è una scelta tattica che può sembrare molto classica, ma che in realtà rappresenta un fine esempio di lavoro psicologico sull’universo percettivo dell’utenza.

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Soprattutto in politica, quando si parla di comunicazione di crisi è impossibile non chiamare in causa anche un percorso di perdita di forza e autorevolezza di una figura istituzionale. Attraverso il mezzo del comizio e dell’interazione offline, il politico che ha necessità di riprendere il controllo della situazione può fornire al pubblico un riferimento sicuro, reso ancora più saldo da tutto il sistema di gestualità e mimica che ruota attorno al processo di caratterizzazione creativa di un momento di interazione fisica.

  • La conferenza stampa: anche la conferenza stampa è parte di quelle situazioni mediatiche che rappresentano un contorno necessario al web 2.0 e ai suoi meccanismi di flusso continuo delle informazioni. La conferenza stampa, come abbiamo ricordato nei giorni precedenti, rappresenta un momento di esternazione di un’ufficialità il più organica possibile.

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Un esempio molto calzante di ricorso a questa interazione in un processo di comunicazione di crisi ci arriva da Obama, e dalle sue affermazioni in merito allo scandalo Datagate.

Scegliere di concentrare la strategia di risoluzione in un momento di interazione fisica è molto interessante, soprattutto se si prende in considerazione la natura della questione, profondamente connessa con i meccanismi che regolano il mondo online e la sua potenza in diversi contesti.

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In questo caso, la comunicazione di crisi si fa ancora di più lavoro sull’immagine del personaggio (nello specifico Obama), dotato di un tale carisma da diventare il centro propulsore di tutta la risonanza mediatica attorno a uno specifico avvenimento.

La comunicazione di crisi si nutre dell’attenzione nei confronti dell’efficacia di diversi mezzi mediatici, e il miglior modo di affrontare un approccio strategico è quello di analizzarli in rapporto non solo alla pervasività, ma anche alla capacità di raggiungere i nodi di ricostruzione di una fiducia nei confronti di un processo globale, in molti casi riassunto dall’operato e dalle idee di una singola persona.



Autore: MisterMedia - Nicola Bonaccini

Esperto in Comunicazione Efficace presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Coordinatore e responsabile della progettazione dei percorsi formativi in Comunicazione Pubblica e Competenze Comunicative presso la SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e professore a contratto in Comunicazione e Media presso l’Università di Roma “Foro Italico”

Insegna tecniche di Public Speaking e Media Training presso SIOI (Ministero degli Affari Esteri) ed è Direttore didattico del Master in Comunicazione politica e istituzionale di Eidos Communication.

Membro del Comitato Accademico dell’Istituto di Alti Studi Strategici e Politici per la Leadership (IASSP) ha formato personalmente profili che spaziano dai rappresentanti ONU (World Food Program) allo Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, dal Ministro al Presidente di Commissione, dall’imprenditore al manager.

Esperto in progettazione di attività di formazione delle risorse umane ha realizzato interventi per numerose aziende ed istituzioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri, l’Esercito Italiano, Telecom Italia, Hewlett Packard, ENI, INAIL, Enel Ferrero.

Recentemente ha progettato e partecipato al team didattico del corso di specializzazione per gli addetti stampa dell’Università Commerciale L. Bocconi di Milano.